Quando pensiamo a Verona, la mente corre subito all’Arena, a Giulietta, alle pietre romane di Piazza delle Erbe. Eppure, sotto quella patina di bellezza classica che tutto il mondo conosce, batte da anni un cuore contemporaneo, irrequieto e sorprendentemente vitale. Esplorare Verona attraverso la sua arte di oggi significa scoprire una città a due livelli: quella che si ammira e quella che si vive.

Non serve essere esperti. Basta cambiare prospettiva e seguire un filo che lega musei rinnovati, piccole gallerie indipendenti, quartieri trasformati dai murales e una fiera che ogni anno porta in città 143 gallerie da tutta Italia e dall’estero.

1. Il centro storico: dove il classico incontra il contemporaneo

Il nostro itinerario non può che partire da Piazza Erbe, ma con occhi diversi.

Entra nel Palazzo della Ragione. Dal 2014 è la nuova sede della GAM – Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, che unisce le collezioni comunali a quelle della Fondazione Cariverona e della Fondazione Domus. Qui l’arte del Novecento veronese dialoga con nomi internazionali, in un allestimento che gioca con le architetture medievali. A pochi passi, sempre in Piazza Erbe, troverai la nuovissima Casa Museo Palazzo Maffei, una collezione eclettica e spiazzante che va dal futurismo all’arte contemporanea, allestita in un palazzo seicentesco. È la dimostrazione perfetta di come Verona non conservi solo, ma faccia dialogare epoche lontane.

Prosegui verso Corso Castelvecchio. Il Museo di Castelvecchio, capolavoro di Carlo Scarpa, rimane un riferimento imprescindibile, ma proprio accanto, in via Massalongo, c’è AMO – Arena Museo Opera. Dal giugno 2012 il quattrocentesco Palazzo Forti ospita l’unico museo al mondo dedicato interamente all’opera lirica, con costumi originali, bozzetti e scenografie. Anche se dedicato alla lirica, AMO è un museo che vive di contaminazione: ospita regolarmente mostre temporanee di arte contemporanea e performance, a conferma che a Verona l’opera non è solo passato, ma linguaggio scenico attuale.

2. Veronetta e Cittadella: il laboratorio della città

Attraversa Ponte Pietra o Ponte Nuovo e sei in Veronetta. Un tempo quartiere universitario e un po’ defilato, oggi è il vero distretto creativo di Verona. Qui il costo più basso degli spazi ha permesso l’apertura di studi d’artista, associazioni fotografiche e spazi indipendenti.

È qui che trovi realtà come Studio La Città, storica galleria che da oltre cinquant’anni porta a Verona artisti internazionali del minimalismo e dell’arte concettuale, o spazi più giovani come Isolo17. Passeggiando per via XX Settembre e le vie laterali, ti imbatterai in vetrine che non espongono vestiti ma installazioni, in portoni che si aprono su mostre lampo.

Spostandoti verso sud, in zona Cittadella, c’è un altro pezzo di storia: Boxart, galleria che ha presentato negli anni le opere dei maggiori esponenti dell’arte contemporanea italiana. La sua presenza racconta come la scena veronese non sia nata ieri, ma abbia radici solide.

Questa è la Verona da esplorare a piedi, lentamente, entrando senza paura. Molte gallerie sono piccole e i galleristi felici di raccontare. È l’opposto dell’esperienza museale: qui l’arte è vicina, a portata di domanda.

3. Quando tutta la città diventa una galleria: ArtVerona e Artinrete

Ci sono due momenti in cui questa scena diffusa si accende tutta insieme.

Il primo è ArtVerona, la fiera d’arte moderna e contemporanea ospitata in Fiera. Con 143 gallerie partecipanti sotto la direzione artistica di Stefano Raimondi, è la fiera italiana dedicata all’arte italiana, un appuntamento che porta collezionisti e curatori da tutto il paese e che ogni anno attiva collaborazioni con musei e spazi cittadini.

Il secondo momento, forse ancora più interessante per chi vuole vivere la città, è Artinrete. Dal 1 al 3 maggio 2026, per esempio, il festival torna con tre giorni di mostre, performance, incontri e visite guidate che coinvolgono musei, gallerie, teatri e università tra Città Antica, Veronetta e ZAI. È un festival diffuso che coinvolge 15 soggetti pubblici e privati, tra cui gallerie del centro come Marcorossicontemporanea, Galleria Gaburro e Kromya Art Gallery, che restano aperte fino alle 23, e quelle della zona ZAI come Artericambi e Habitat 83.

Durante Artinrete Verona smette di essere una somma di luoghi e diventa un percorso. Ti ritrovi a passare dal vernissage in una galleria storica del centro all’aperitivo in un ex capannone industriale della ZAI trasformato in spazio espositivo. È il modo migliore per capire che l’arte contemporanea veronese non è chiusa in un quartiere, ma è una rete.

4. La città dipinta: street art e rigenerazione urbana

La scena più vibrante e forse più inaspettata è quella che non ha bisogno di biglietto: la street art.

Verona è stata pioniera in Veneto con progetti di rigenerazione urbana attraverso i murales. Il progetto più noto è CabinArt di AGSM, dove le cabine elettriche della città sono state trasformate in capolavori da writers e artisti visivi. Le cabine, un tempo anonimi volumi grigi, sono diventate ritratti di scienziati, esplosioni di colore, omaggi all’energia. Cercarle è già un itinerario urbano, soprattutto nei quartieri di Borgo Roma, San Michele e Veronetta.

A questo si aggiungono interventi più grandi, spesso legati al collettivo Colori Portanti, attivo dal 2015 nella rigenerazione urbana con interventi di street art. Murales monumentali sono apparsi su facciate di scuole, centri sportivi, muri di cinta ferroviari. E non solo murales: festival e residenze hanno portato a Verona fotografi come Martha Cooper, pioniera della fotografia di street art, che ha documentato undici murales realizzati a Verona e nell’hinterland.

Per un’esperienza immersiva, dormi una notte al MArtel, vicino alla Fiera: è un hotel-galleria dove tutte le 94 stanze sono state affrescate da circa 50 esponenti della street art internazionale, tra cui Mr Brainwash che ha ridipinto l’intera facciata. Vivere dentro un’opera d’arte è un altro modo per capire Verona.

Crea il tuo itinerario personale

Non serve fare tutto in un giorno. Ti propongo un sabato ideale.

Mattina: colazione in centro, visita alla GAM Achille Forti e a Palazzo Maffei. Pranzo veloce.

Pomeriggio: attraversa il fiume per Veronetta. Perditi tra Studio La Città e le gallerie di via XX Settembre. Cerca con il telefono due o tre cabine CabinArt: diventerà una caccia al tesoro.

Tardo pomeriggio: se è periodo di Artinrete, segui il programma di visite guidate notturne.

Verona ti mostrerà così il suo doppio volto. Non solo la città che conserva l’arte del passato, ma quella che la produce, la discute, la dipinge sui muri. E tornando a casa, quella parete vuota di cui parlavamo all’inizio non ti sembrerà più un problema, ma una possibilità.re i lettori coinvolti. Qui inizia a prendere forma la sostanza del tuo articolo.


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